Il fenomeno TWILIGHT

 

“Zì, questo lo devi leggere!”

E’ iniziata così, con mia nipote di 14 anni che mi mette tra le mani un tomo rilegato in nero, con due braccia bianche che porgono una mela rossa quanto doveva esserlo quella per cui Adamo fece il casino che fece.

“E’ un taglio, zì. Troppo bello!”

Leggo la quarta di copertina: vampiri. Mi piace il fantasy, sono un’ammiratrice di Ann Rice e del suo ciclo dedicato a Lestat. E poi a mia nipote glielo devo. Di solito sono io a consigliarle libri da leggere, quindi in base alla legge di reciprocità…

Twilight, New Moon, Eclipse. Mi sono sparata la trilogia nel giro di una settimana scarsa, e sono tutti tomi da 500 pagine. Mi si è aperto un mondo e io, che sono ahimè distante dall’adolescenza anagrafica, mi sono riscoperta adolescente pronta ad innamorarsi perdutamente di Edward Cullen, il vampiro protagonista della fortunatissima saga dell’americana Stephenie Meyer, portata in Italia nel 2006 da Fazi Editore e approdata, sull’onda di un semplice passaparola, a 350.000 copie. Numero destinato ad aumentare a dismisura mentre è in arrivo il film e, a fine ottobre 2008, il quarto libro Breaking Dawn che sancirà la fine dell’amore impossibile tra il vampiro Edward e la mortale Bella.

Ha scritto Giorgia Grilli di TTL-La Stampa:

In tempi di cinismo quale il nostro,questo è un libro sull’amore,e non un banale amore,ma una metafora potente che nasconde un messaggio atavico.

Visto il lavoro che faccio, non me ne sono rimasta nei panni della lettrice costretta dalla penna della Meyer a sognare di incontrare un uomo così bello e perfetto come Edward (che è bello e perfetto soprattutto perché NON è un uomo), ma ho voluto approfondire l’argomento sviluppando una piccola inchiesta sulla community di lettori di aNobii.com. Mi sono inserita in un gruppo dal titolo evocativo: Edward e Bella, amore intramontabile! E ho aperto una discussione chiedendo in soldoni: Cosa vi piace della saga di Edward e Bella?

Quelle che vi riporto sono le risposte di alcuni tra i 300 membri del gruppo creato dalla twilighter  TuCCia. Le età spaziano dai 15 ai 35 anni (ho scoperto di essere il membro anziano del gruppo e adesso tutti mi chiamano zietta), ci sono studenti, donne sposate che hanno coinvolto i mariti, persone adulte, professionisti ed impiegati. Insomma, la dimostrazione che la comunità dei lettori si muove compatta e senza pregiudizi di fronte a pagine che sanno emozionare.

 

Blackrystal ha 16 anni e vive a Roma:

“Immagino che il segreto del successo di  T. (sta per Twilight) come pure di Harry Potter sia perché aggiungono fascino e mistero alla vita normale.
Si tratta infatti di romanzi ambientati in luoghi reali, dove gente bizzarra/speciale si mischia con le persone di tutti i giorni. Gli elementi soprannaturali aiutano a colorire un po’ le nostre monotone esistenze.”

 

Salleggiola di anni ne ha 30 anni e più che all’elemento soprannaturale imputa il successo all’amore:

“Da come lo imposta la Meyer sembra un amore che nella realtà non esiste, un amore assoluto, il VERO amore che oggi noi tutti sogniamo, ma che in pochi trovano. Se lo trovano.”

 

Dello stesso parere è Singing Angel 23 anni, romana:

“Per me Twilight è stato un ritorno al passato, a quelle emozioni adolescenziali per le quali inizio a essere grandicella.
È stato bello leggere pagine che mi toglievano il fiato e ritrovarmi a fantasticare con gli occhi a cuoricino, cose che nella vita non capitano spesso e dopo una certa età ancora meno. Il tutto condito con quel tocco di soprannaturale che in generale mi affascina sempre e che aiutava a controbilanciare l’effetto a volte zuccheroso della storia d’amore.”

 

Luce di anni ne ha 20 anni e non è, per sua stessa dichiarazione, una tipa da romanzetto, eppure… “Twilight ha risvegliato quella romantica dolcezza spesso sopita. Non amo i libri il cui fulcro sono le storie d’amore, provo un inspiegabile misto di imbarazzo e fastidio. Ma Twilight non è mai forzato, sdolcinato. E’ avvincente, senza creare quel sentimento di diffidenza dato dalla consapevolezza di leggere una storia fantastica: ti trascina dentro.
Molti hanno storto il naso di fronte all’immagine di me con Twilight in mano. Tu sei quella dei grandi classici. E comunque troppo grande per le storie d’amore. Smentisco. Anche io avevo gli occhi a cuoricino. E me ne vanto.”

 

L’analisi di Giada, anche lei ventenne, è tanto circostanziata e pensata da sembrare professionale:

“Quando ho preso in mano il libro per la prima volta non mi sembrava un granché, però la novità letteraria che rappresentava per me la figura del vampiro (anche se non quello classico) mi ha incuriosita e ho continuato a leggerlo.

Adesso sono completamente andata. Mi ha lasciato qualcosa dentro, non saprei dire cosa ma quello che c’è nel libro ha saputo trasmettermi delle forti emozioni e ancora oggi non saprei dire se è solo merito della storia o anche della semplicità di questa ragazza che ne è l’autrice. Non che scriva divinamente, ma la passione che traspira dai fogli è reale, palpabile. I profumi, i colori, le immagini si formano nitide e chiare come se io fossi una terza partecipante della storia lì presente!

Rispetto a Rowling la Saga di T. non ha portato grandi novità. Harry Potter ha veramente sconvolto il nuovo modo di pensare la magia, il mondo che ha creato la scrittrice inglese è mille volte più complesso e affascinante ma resta comunque un libro per bambini. I sentimenti privilegiati restano l’amicizia, il coraggio, la fiducia, fondamentali d’accordo ma Twilight portando come tema principale l’amore batte Harry Potter. Non sarà letto da bambini (forse) ma il pubblico a cui si rivolge è maggiore. Un altro punto a favore di Twilight è che Meyer non inventerà assurdità per far tornare umano Edward. Prende i fatti così come sono, Edward ucciderà Bella, in tal modo i fan avranno il loro Happy Ending dove non sarà la vita a trionfare ma la morte.”

 

V. ha 32 anni e vive a Milano:

“Ho letto Twilight per caso, mi è piaciuta la copertina. Credo poi sia stata la magia delle parole a portarmi dentro la storia. Ho sentito il bisogno di entrarci, di esserci e di provare a vivermi quelle emozioni che nella vita vera purtroppo non ci sono. Mi piace quel mischiarsi di razze diverse, mi piace la sensazione di eternità che esce prepotente a ogni frase d’amore, mi piace quel sospiro di passione continuo, le difficoltà affrontate e le scoperte vissute in due. E’ un amore maturo nonostante siano due ragazzi e forse è questa la particolarità. Un amore VERO e SICURO che va oltre il tempo e lo spazio. Oltre la vita e la morte.”

 

TuCCia ha 16 anni e riporta l’attenzione sulla vera essenza di Edward Cullen:

“Mi è piaciuto molto soprattutto l’inizio che vede il vampiro sotto una luce diversa, con dei punti deboli e combattuto interiormente. Un vampiro decisamente diverso dalla figura classica o dal ritratto che ne ha dato Ann Rice nei suoi libri. La natura di Edward ha creato una grande attrattiva e posto condizioni e restrizioni a una storia d’amore con una umana che difficilmente si sarebbero create in altre circostanze. Se avessi dovuto prendere in mano il libro sapendolo la solita storia d’amore tra ragazzi… probabilmente sarebbe ancora nella mia lista di libri da comprare.”

 

Celiane ha 19 anni ridimensiona l’aspetto strettamente vampiresco:

“Quello che mi ha colpito è stato la forza, l’assolutezza dell’amore tra Edward e Bella. Edward all’inizio è attratto da lei, ma rifiuta l’attrazione (e qui scatta la figura del vampiro dannato che cerca di essere diverso da ciò che la sua natura gli impone). Poi, però, non resiste, e si arrende a ciò che sente. Compare la forza, l’inevitabilità, del loro amore. Non è semplice amore adolescenziale, ma qualcosa di più forte, di incontrollabile. L’elemento soprannaturale è importante, ma non fondamentale. La scelta poi di raccontare la storia in prima persona, rende tutto coinvolgente. Ti sembra di essere tu stessa Bella.”

 

Seleya ha 36 anni e fornisce un punto di vista più adulto, ma altrettanto coinvolto:

“Non ho mai amato le storie d’amore o quelle di vampiri. Però adoro, la storia di Edward e Bella. Stephenie Meyer ha saputo ricostruire le ansie, i timori, le speranze e i vissuti dell’adolescenza: leggere Twilight (e successivi), ha permesso a persone un poco più stagionate come me di rivivere la purezza, l’innocenza, l’assolutezza e la follia del primo, unico e incondizionato amore. Ha creato un personaggio (Bella) che, come molte ragazze della sua età, crede di non essere nulla di speciale ma che nell’incontro con l’altro, il suo primo amore, scopre di essere interessante. Bella subisce il fascino del mistero e del pericolo, si sente predestinata ad amare questo essere così diverso, bellissimo e letale, che incredibilmente per lei la corrisponde.
Le pagine del libro ci rendono partecipi di un sogno che si realizza.
Meyer inoltre, nel disegnare il personaggio di Edward, ha creato questo essere tormentato, immortale e perfetto, che si strugge per la sua anima perduta, e che alla fine cede alla debolezza umana per eccellenza: l’amore.
E qui rivela la sua umanità: pur sapendo che è la scelta sbagliata, che mette a repentaglio la sua famiglia (per non parlare della vita di Bella), alla fine si arrende e non può far altro che amarla.”

 

Alessia ha 26 anni ed ha coinvolto nell’epidemia di Twilight anche il marito (28 anni) e due cugine. Tutti entusiasti, soprattutto del messaggio che i libri della Meyer divulgano:

“La storia non avrebbe senso se Edward avesse solo pregi e il fatto che sia un vampiro non è così fondamentale. Quello che conta è la scelta politicamente corretta che entrambi compiono. Potevano essere lei americana e lui iracheno o afgano (o altre centinaia di casi del genere). Importanti sono le differenze iniziali tra i due, quelle che sembrano insormontabili, i pregiudizi di base da entrambe le parti.
La morale (come nelle favole per bambini) è che non importa cosa è la persona che hai di fronte ma chi. Credo sia questo il messaggio da recepire.”

 

Lettori. Comuni lettori che hanno saputo andare oltre la suggestiva copertina, oltre la scarsa pubblicità. Lettori che si sono lasciati guidare dal passaparola, dal consiglio di un amico, dalle recensioni su Internet, scritte da gente come loro e non certo da critici letterari con il patentino. Lettori che sanno leggere ben oltre le semplici righe sulla pagina, che sanno riflettere su quel che leggono. Saranno forse ancora pochi i lettori italiani, ma dopo averli ascoltati, interrogati, punzecchiati (e vi assicuro che le voci erano molte, ma molte di più) non avrò forse scoperto il segreto di Twilight ma ho capito che la rinascita, ormai assolutamente necessaria, dell’editoria italiana passa soprattutto attraverso di loro: i lettori.

 

Laura Costantini

http://lauraetlory.splinder.com

 

 

3 Risposte

  1. Molto, molto interessante. Ero completamente all’oscuro dell’esistenza di questa saga. Ma seguiro’ il consiglio di tua nipote, me li ordino su amazon e me li leggo quest’estate…il problema e’ che ho gia’ troppi arretrati!!!

  2. fino a poko tempo fa nn lo conoscevo nemmeno twilight…ora ogni volta k lo rileggo mi appassiona e mi travolge come la prima volta!! pensate l’ho letto in un solo giorno!! ho 14 e vengo da pg…ora ho letto ank ji altri libri e mi sn innamorata di edward…quanto vorrei avere una storia con un vampiro bello e forte cm lui!! se qualke vampiro sta leggendo questo mess è pregato di contattarmi ok?? kikka94-_-@hotmail.it … nn v dico se qst contatto è vero o no xk sarei una stupida però spero k qualke vempiro mi kiami!!!:P:P:P

  3. ciao, sono una vecchia mamma di 37 anni, anche a me twilight è stato dato da una quattordicenne! nn me ne vergogno sono rimasta folgorata. Non si tratta solo di una storia d’amore ma della storia d’amore per eccellenza, quella che ognuno di noi vorrebbe e dovrebbe avere. La famiglia Cullen poi, è l’emblema di come la forza della volontà può creare da un grande male (l’essere vampiri e quindi omicidi) un grande bene. Del resto noi esseri umani non siamo così? Tendenzialmente inclini ad essere maledetti ma
    profondamente impegnati a migliorarci per far venir fuori il meglio di noi. Edward poi è maestro di autocontrollo, non deve mai perdere di vista il suo obiettivo: Bella e la sua incolumità! Non sono d’accordo con chi dice che Edward uccide Bella. Lei muore ma per dare alla luce sua figlia, diventare vampira era l’unico modo per rimanere con lui. Non avrebbe senza dubbio voluto per Bella una vita maledetta ma la vera vita che rimane quella umana. Un saluto a tutti I “PARTITI” PER TWILIGHT!!!!!

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